A proposito di assenze collettive
Nella riunione del 17 novembre u.s. ha suscitato qualche discussione la posizione dell’Istituto nei confronti di questo argomento.
Qui vorremmo indicare la posizione del Comitato.
Qual’è il problema? Cerchiamo di spiegarlo: i ragazzi si possono assentare tutti insieme per manifestazione (impropriamente sciopero) degli stessi, maltempo e altro. Le assenze, dovute generalmente a proteste (manifestazioni a cui partecipano i ragazzi), non sono previste né dalla legge né dal Regolamento di Istituto e pertanto non sono giustificabili.
Quindi, indicare sul libretto, che l’assenza è dovuta a manifestazione o sciopero, comporta che l’alunno venga ammesso alla lezione ma resti con una assenza ingiustificata. L’assenza ingiustificata è considerata una “Infrazione disciplinare non grave”.
Le “Infrazioni disciplinari non gravi” non prevedono sanzioni a carico del ragazzo a parte la segnalazione della stessa. Il regolamento prevede però che la “reiterazione di comportamenti non gravi” costituisca una “infrazione disciplinare grave”. Quando il ragazzo ha raggiunto un certo numero di assenze ingiustificate (3 o 4) il ragazzo potrebbe essere soggetto a sanzioni disciplinari da parte del Consiglio di Classe (sospensione e/o lavori utili per la scuola).
Un “trucco” a cui qualcuno ricorre è indicare sulla giustificazione un motivo tipo “indisposizione” o altro: attualmente, quando in una classe molti alunni sono assenti contemporaneamente l’assenza non viene giustificata comunque, anche se le giustificazioni sono fatte per i motivi più vari; quando succede questo:
- i genitori perdono, in qualche maniera la loro “autorevolezza” e
- vengono danneggiati coloro che sono stati realmente assenti per malattia (capita).
Fatte queste considerazioni, la posizione del Comitato è la seguente: le giustificazioni devono riportare il motivo reale dell’assenza, per coerenza e per non “danneggiare” chi si è assentato per motivi “canonici”; studenti e genitori devono essere consapevoli che l’assenza non sarà giustificata.
Alcune orresvazioni:
- Il Regolamento di Istituto, a parere di chi scrive, ostacola di fatto la partecipazione a manifestazioni durante le ore di lezione. Però, poiché non siamo in una situazione ideale, le proteste degli studenti sono talvolta inevitabili, sono indette per gravi motivi e, d’altro canto, vogliono essere “estreme” appositamente per richiamare l’attenzione sui problemi; naturalmente ci si augura sempre che non ve ne siano (tralasciamo il fatto che una certa parte gli studenti, specialmente i più giovani, sono motivati diversamente…)
- Resta aperto il problema delle assenze ingiustificate, che però, fino ad un certo numero non comportano reali conseguenze disciplinari; quelle dovute a proteste, inoltre, sono sicuramente meno “pesanti”.
- Non vengono risolti casi in cui sono stati assenti parecchi ragazzi per motivi giustificabili in un giorno di sciopero: ci sarà qualche “furbetto” in mezzo? I professori si daranno tutti lo stesso limite? (considereranno plausibile che siano stati ammalati fino a 3 o fino a 5? Siamo in piena epidemia di influenza o siamo al 25 maggio? e così via).
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