A costo di sembrare un integralista, ma non credo che siano pochi a pensarla come me, aggiungerei che è errato pensare che la pubblicità sia a costo zero. Anche per chi, come me, non la sopporta o per chi, come tanti, pensa di esserne immune (raramene ho sentito di qualcuno che ammette di esserne condizionato anche per le scelte più importanti) la pubblicità influenza le nostre scelte.
E’ per questo che pensiamo che l’acqua migliore da bere si trovi in bottigliette di plastica, che si debba vestire alla moda e cambiare ogni anno, che occorra laversi i denti con 2 cm di dentifrico, etc.
Se è vero che il problema è meno grave in un liceo piuttosto che in una scuola elementare, è comunque una scelta errata.
8 Settembre 2008 a 10:29
No alla pubblicità nella scuola
Desidero sottoporre uno dei tanti link che si possono trovare su internet su questo argomento.
L’autrice è tra gli psico-pedagoghi più illustri: Anna Oliverio Ferraris. Puoi cliccare su: http://www.flcgil.it/notizie/news/2006/aprile/scuole_libere_dalla_pubblicita. Ma basta cercare parole come “pubblicità scuola” su un motore di ricerca per trovare moltissimo (anche articoli a favore).
A costo di sembrare un integralista, ma non credo che siano pochi a pensarla come me, aggiungerei che è errato pensare che la pubblicità sia a costo zero. Anche per chi, come me, non la sopporta o per chi, come tanti, pensa di esserne immune (raramene ho sentito di qualcuno che ammette di esserne condizionato anche per le scelte più importanti) la pubblicità influenza le nostre scelte.
E’ per questo che pensiamo che l’acqua migliore da bere si trovi in bottigliette di plastica, che si debba vestire alla moda e cambiare ogni anno, che occorra laversi i denti con 2 cm di dentifrico, etc.
Se è vero che il problema è meno grave in un liceo piuttosto che in una scuola elementare, è comunque una scelta errata.